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Il “Caso Cagliari” sta falsando il campionato

Inter-Cagliari serie ASembra difficile che il Napoli possa tornare a competere per il titolo. L’ambizione scudetto, forse, è stata solo una chimera anche se è complicato poterlo dire con certezza in questa fase della stagione. Comunque sia, urge realismo in casa Napoli. In questo momento l’asticella degli obiettivi è leggermente flessa verso il basso. La Juve vincerà il suo “trentunesimo scudetto sul campo”, con o senza favori arbitrali. Lazio e Fiorentina hanno lanciato il guanto di sfida. Lotteranno fino alla fine per i primi posti. Quindi, Juventus a parte, restano solo due posizioni utili per qualificarsi alla prossima Champions League. Chi ci precede in graduatoria ci darà filo da torcere, senza dimenticare però, i possibili ritorni di Roma e Milan. Il Napoli deve puntare quantomeno al terzo posto. Ne ha le potenzialità, malgrado la penalizzazione che ha scosso ambiente e classifica. Ed è proprio questo il punto. La disciplinare ha presentato un conto troppo salato. E col sale le ferite bruciano di più. Oggi si è vinto, certo. Ma la squadra è spenta, senza nerbo. Eppure, non sono queste le uniche mortificazioni extracalcistiche che gli azzurri devono sopportare in questo campionato dai contorni criptici. Perchè si deve subire ancora, anche se di riflesso? La Roma, a tutti gli effetti, è una concorrente pericolosa per l’Europa. La Juventus è la nemica di sempre. Entrambe le compagini hanno saputo sfruttare al meglio il caos che regna a Cagliari. I giallorossi hanno direttamente intascato i tre punti a tavolino. La Vecchia Signora, invece, ha praticamente giocato in casa: al Tardini di Parma. In Emilia Romagna, feudo bianconero. A Parma, relativamente vicina al capoluogo piemontese (per quanto i sostenitori della Juve siano diramati lungo tutto lo stivale). Siamo certi che in Sardegna, il discorso sarebbe stato diverso, così come ha ravvisato Radja Nainggolan sul suo profilo Twitter. Il Napoli, dal canto suo, ha dovuto faticare non poco per superare a domicilio il collettivo  guidato dalla coppia Pulga-Lopez. Solo per la cronaca: lo stadio, ritenuto pienamente agibile solo in vista del sentitissimo match contro gli azzurri, era stracolmo in ogni ordine di posto. Il sussulto di una fiamma, di un sole inestinguibile nel bel mezzo del mediterraneo. Tra cori ostili, insulti ed agonismo, ben oltre i confini del lecito. Il Napoli ha vinto. Ieri invece, Conte e i suoi, si sono concessi un tranquillo fuori porta nel mezzo della nebbia di Parma, a braccetto con la sestina arbitrale, determinante ai fini del successo.

Giovanni Ibello

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