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Napoli-Bologna: non è una finale di Champions ma per Paolo Cannavaro è forse una delle sfide più difficili

cannavaroNon è una finalissima, e nemmeno una partita decisiva. È “solo” Napoli-Bologna, ma per Paolo Cannavaro è forse una delle partite più difficili. Perché oltre all’avversario il capitano dovrà battere anche il pensiero che inevitabilmente potrebbe portarlo alla sentenza di domani sul processo per il caso Gianello. Ci ha pensato a lungo questa settimana: pensare a “non pensare”, anche perché spronato da Mazzarri, dagli amici e dalla sua famiglia. Massima fiducia nella giustizia e nell’operato degli avvocati. D’accordo, gli elementi ci sono tutti, ma il pensiero che quella di stasera potrebbe essere l’ultima volta in cui scenderà in campo, almeno per un secondo, gli farà tremare le gambe, o quantomeno i pensieri. Operazione tranquillità, quindi. Il capitano ha le spalle larghe, ma soprattutto la convinzione che tutto andrà per il meglio.

La stessa che ha Walter Mazzarri, del resto: che non ci ha pensato neanche un attimo a tenere Cannavaro fuori in quanto a rischio “distrazioni”. Un pensiero che non lo ha neppure sfiorato. Solo giocando e mettendo in campo l’agonismo e la voglia di far bene si riuscirà a non pensare. Poi sarà un’altra storia. L’altro coinvolto in questa vicenda è Gianluca Grava: il difensore casertano non ha ancora esordito in questa stagione, ed anche per questo vive questa attesa con timori diversi. Questa sera sarà in panchina, e forse per lui sarà ancora più difficile senza l’adrenalina del campo. Di certo la sentenza attesa per domani, in un modo o nell’altro, cambierà molte cose: se tutto dovesse andare per il meglio finirà un incubo cominciato questa estate. Dalle prime voci di un coinvolgimento di Grava e Cannavaro a causa di Gianello, fino ai deferimenti, che sono arrivati implacabili anche per la società, a causa della discutibile disciplina della responsabilità oggettiva.

Se tutto dovesse andare per il meglio il Napoli e i propri tifosi potranno mettersi tutto finalmente alle spalle e chiudere questo lungo capitolo fatto di timori e pensieri. Se invece le cose dovessero andare male, la squadra rischia di perdere il proprio capitano per alcuni mesi (la richiesta del procuratore Palazzi è di nove). Si configurerebbe un problema di organico, perché mancherebbe il pilastro della difesa. Di minore impatto sarebbe la squalifica di Grava, perché fin’ora è ai margini della rosa. Pesante anche un’eventuale penalizzazione per la società. Si dovrebbero fare i conti con una penalizzazione di uno o due punti che intaccherebbe la squalifica. Di certo per una grande squadra che ha già toccato 30 punti l’impatto non è pesante come una formazione che di punti ne ha una manciata, magari. E in ogni caso esistono tre gradi di giudizio, quindi paradossalmente quello della penalizzazione in classifica può essere considerato un problema relativamente minore. Invece, l’eventuale squalifica dei due giocatori avrebbe effetto immediato, in attesa poi di eventuali sconti nei successivi gradi di giudizio. Scontato, ovviamente, il ricorso del club in caso di sentenze sfavorevoli. Il Roma

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