ESCLUSIVE/NEWS/NEWS CALCIO NAPOLI/RUBRICHE

La narrativa su NSW – NAPOLI-MILAN, “mi raccontarono che…”

Ogni volta che si è nella settimana di Napoli-Milan è facile ricordare le partite che hanno segnato la storia di questo scontro. Quelle andate bene e quelle andate male. Quelle sofferte e quelle scontate. Quelle più recenti e quelle nostalgiche.

Io sono nata nell’81 e dall’85 sono stata in curva A con tutta la famiglia al completo. Ci radunavamo a Piazza del Carmine, anzi, precisamente, ‘ngopp’e mur’, e poi dopo aver raccattato un’altra famiglia, più numerosa della nostra ma sempre ben assortita, ci dirigevamo allo stadio. Curva A, anello superiore. E lì ci univamo al resto del gruppo. Zio Carmine in primis. Di lui mi ricordo le rughe, il berretto bianco e azzurro e il quartino di vino rosso. E le sue poesie. Una su tutte quella recitata alla festa dello scudetto. Il primo. O forse il secondo. Sulle date il ricordo si fa meno nitido. Poi ricordo il mitico “Stopp’e tie’…uno stoppa e tira  tutto da interpretare. Ero piccola, è vero, ma non ne mancavo una, perché non ne mancavano una mia mamma e mio padre. Più o meno. A quattro anni, come a sei o sette, è difficile che ti ricordi  le azioni in campo, i risultati, i marcatori e tutto il resto. A quattro anni, come a sei o sette, ricordi l’atmosfera, i volti, i riti, le esultanze, le bestemmie, i clacson nella grotta verso il lungomare al ritorno e i tram strapieni di tifosi stipati con i finestrini aperti e le sciarpe che sventolavano fuori. Così come sventolava fuori dall’auto la mia sciarpa legata alla maniglia sul finestrino. A quattro anni, come a sei o sette, ricordi questo. E  ricordi che non è vero che non  ne mancavi una. Qualcuna la sentivi da casa di amici o da casa degli zii. Erano due pazzi i miei genitori, ma si davano un limite. No alle serali. Quindi io non ho visto nessuna partita di coppa. E no a quelle più pericolose. Quindi no a Napoli- Milan. Una di quelle partite in cui devi aprire l’ombrello perché dal settore ospiti ti lanciano le bottigliette di Borghetti in testa. E allora non vedevo l’ora che tornavano, vittoriosi o perdenti, per ascoltare i loro racconti. E allora mi ricordo un Napoli-Milan in particolare. Uno che ricorderete anche voi. Un 4-1. Uno in cui i miei genitori ebbero l’ardire di portare nel gruppo in curva A il figlio di amici. Un giovane di belle speranze, beneducato e mingherlino. Un tifoso del Milan. E mi ricordo che io quella partita la sentii proprio a casa sua, con la sorella e con i suoi genitori. Mi ricordo che lo vidi tornare prima di mia madre e mio padre. Mi preoccupai. Ma poi quando tornarono, finalmente mi raccontarono. Erano felici, come succedeva spesso a quei tempi. E tra le risate mi dissero di quel ragazzo mingherlino, silenzioso, a capo chino che al quarto goal del Napoli fece spallucce, salutò e andò via. E tra le risate mi raccontarono di quel tizio un paio di file sopra  che dispiaciuto della scelta di quello che pensava un tifoso azzurro, gli consigliò: “ Dove vai?! Mo’ viene il meglio!”. E finirono tra le risate raccontandomi di lui che disse che gli bastavano.

Ecco. A quattro anni, come a sei o sette, per fortuna ricordi anche questo.

Deborah Divertito

Annunci

One thought on “La narrativa su NSW – NAPOLI-MILAN, “mi raccontarono che…”

  1. sei davvero molto brava e spiritosa, è vero che non puoi ricordare data l’età, ma non preoccuparti, vedrai tante altre partite bellissime che racconterai poi ai…piccoli di adesso con la tua verve

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...