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CHE PARADOSSO: “Si, sono deputato per la Lega Nord e pazzo del Napoli di Cavani”

«Dobbiamo votare alla Camera, speriamo di fare in fretta… Atalanta-Napoli proprio non la voglio perdere». Nunziante Consiglio, è un deputato leghista stranissimo: ha il fazzoletto verde, la spilla di Alberto da Giussano, un curriculum da fedelissimo del partito fondato da Bossi ma non perde una gara degli azzurri da circa 40 anni. «Sono campano d’origine, di Montoro Inferiore, il mio babbo faceva il tifo per il Napoli e ha trasferito a me questa passione. E io ho fatto lo stesso con mio figlio Andrea che ha 10 anni e va pazzo per Cavani. Ma solo dopo che è partito il Pocho» racconta il Mattino.

Altro che Atalanta-Napoli all’insegna dei timori di cori razzisti, insulti anti-meridionali e tutto il peggio che regalano le curve degli stadi del Nord. L’onorevole Consiglio dà lezioni di convivenza. «Non è astio, non è razzismo quelle delle curve. Lo sa perché urlano tutte quelle cose sul Vesuvio e sul colera? Perché gli atalantini hanno paura del Napoli che è uno squadrone e che viene agli Azzurri d’Italia per vincere. E allora tutto questo fa scattare dei cori che non sono altro che degli sfottò, delle prese in giro… ma di razzismo vero e proprio non ce ne è più da tempo da queste parti. E penso che non ci sia neppure da preccuparsi: diverso è quel servizio della Rai di Torino. Inaccettabile sentire certe frasi pronunciate da un giornalista della tv pubblica».

Detto da lui che ora ha un accento inconfondibilmente orobico – ma che arriva dall’Irpinia e che ha vissuto in Libia e si è spostato da queste parti solo dopo che il colonnello Gheddafi espulse gli imprenditori italiani all’inizio degli anni 70 – è motivo di conforto. «Ma sì, terrone può capitarmi che me lo urlino allo stadio, perché io se segna il Napoli mica mi sto zitto… Ma conosco questa gente, è gente buona non violenta. E le loro sono parole coreografiche, ma mica davvero crede che siano razzisti sul serio? Bisogna indignarsi sul serio per altro, come per gli insulti alla memoria di Morosini. Quei cori sono una vergogna autentica».

In realtà, tre anni fa gli ultrà con il loro piccolo mondo chiuso, dove il tifo non è tifo ma fede cieca, assoluta, e l’unico colore che esiste è il nerazzurro della squadra, imposero il forfait al cantante Gigi D’Alessio che avrebbe dovuto fare un concerto per il centenario dell’Atalanta. «E la città intera si arrabbiò e non poco. Perché un conto sono le reazioni colorate di pochi tifosi, un alto è quello che pensa la città. Chi ha fatto la festa, in fondo, aveva pensato a invitare a D’Alessio. O no?».
Gli ultrà, però, sono ultrà. E stasera qualche striscione potrebbe pure spuntare dalla loro curva. «Sa che dico? Ma sì, chi se ne frega. Io ricordo lo scorso anno, lasciavo lo stadio sull’1-0 convinto di aver perso e tra gli sfottò dei tifosi. Al 92’ fece gol Cavani. Sulle curva piombò il silenzio, nulla di più bello».

Nunziante Consiglio non è un leone del meridionalismo, ma è uno che dimostra come la convivenza lì al nord non è solo nelle chiacchiere e nei buoni propositi. «Nella Lega siamo allineati su tutto, tranne che nel calcio. Il sindaco di Pontida è romanista. Non immagina che soddisfazioni per me in questo periodo con il segretario Maroni che è milanista doc. Quando parliamo di pallone capisco che ci resta male e cambio discorso. Ma se vinciamo lo scudetto non mi ferma nessuno a Bergamo».

cn24

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