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Mazzarri: “A Torino sarà molto dura. Pirlo va ingabbiato. Insigne non si deve montare la testa. Pocho? L’assenza per ora non si sente”

Il tecnico azzurro Walter Mazzarri a due giorni dalla gara di campionato contro la Juventus ha rilasciato alcune dichiarazioni a Quotidiano.net.

Mazzarri, è vero che andate a Torino per fare il colpo grosso?

“Con la Juve è dura da morire però noi abbiamo svolto una preparazione mirata, curata in tutti i particolari per cui chissà che…”

Chissà cosa?

“Che a fine settimana tutti parlino di noi e incensino la prima squadra che è stata capace, finalmente, di mettere sotto gli uomini di Conte”.

La difesa juventina è buona mentre il centrocampo è addirittura di livello europeo. Concorda?

“Per la difesa parlano i numeri, è quella che lo scorso anno ha subito meno gol di tutti e in questo avvio di campionato si sta ripetendo”.

Tanti osservatori sostengono che Pirlo, Marchisio, Vidal e Asamoah hanno poco da invidiare al favoloso reparto centrale del Barcellona. In attacco invece manca un top-player

“Questo bisogna chiederlo a Conte che conosce la sua squadra da dentro. Io da fuori posso dire che nella Juve segnano un po’ tutti, il meccanismo può funzionate anche senza un top-player”.

Torniamo indietro. Dicono che per spegnere la luce di Pirlo lei userà l’interruttore Hamsik…

“Pirlo va un po’ ingabbiato ed io, con ogni probabilità, mi affiderò proprio a Hamsik, giocatore duttilissimo”.

Lei sostiene che la Juve può rinunciare al top-player ma Conte sostiene che se avesse Cavani la sua squadra volerebbe

“Che Cavani è un talento lo sanno anche i muri di Napoli. Io posso dire, questo sì, che nonostante le critiche iniziali, l’ho abituato a svariare in tutte le zone del campo, a dare una mano dietro e a farlo diventare, io credo, un attaccante completo”.

Il punto forte della Juve?

“E’ il collettivo e anche il suo carattere d’acciaio. Le faccio alcuni esempi: con noi in Supercoppa perdevano e hanno fatto una rimonta pazzesca, col Genoa, a Genova, hanno fatto una cosa simile e con il Chelsea in Champions hanno rimontato due gol, costruendo un capolavoro. Dal che si dovrebbe dedurre che la Juve non ha due attributi ma quattro”.

Eccoci al Napoli: intanto rispetto allo scorso anno avete una ‘rosa’ più ampia e qualificata. Vero?

“Sì, è vero. Però vorrei sottolineare che i risultati sono legati anche a due anni di lavoro intenso e mirato, con il preciso obiettivo di portare il Napoli in classifica il più in alto possibile”.

Quanto vi manca Lavezzi?

“La sua assenza, finora, non l’abbiamo avvertita, Sarà il tempo, comunque, a dirci la verità”.

Lei dopo aver giocato per anni con il 3-4-3, formula peraltro vincente è passato al 3-5-1-1 che sembra un modulo in grado di garantire migliori protezioni difensive senza sacrificare nulla alla manovra d’attacco…

“L’osservazione è giusta, va anche detto, però, che il mio 3-5-1-1 si può trasformare in 3-5-2 o in un 3-4-1-2”.

Chi è il vostro vip in difesa?

“Dietro non c’è un vip, ci sono difensori solidi e concreti che concedono poco all’estetica e molto alla pratica come piace a me”.

E a centrocampo?

“L’avvento di Inler, uomo d’ordine, onora le geometrie del gioco e ci ha dato sostanza sotto molti profili”.

E se un giorno, come è successo con Lavezzi, dovesse rinunciare ad Hamsik?

“Mi spiacerebbe da morire perchè Hamsik è un giocatore che sa fare tutto, corre, contrasta, gioca bene la palla, sa difendere, sa attaccare e fare gol”.

Cavani è un uomo da cento milioni come ha scritto De Laurentiis nella clausola rescissoria?

“Il valore di Cavani lo conoscono anche i muri di Napoli. Di attaccanti come lui, l’ho già detto e ridetto, in giro non ce ne sono tanti”.

Vero che lei considera Pandev una delle sorprese più piacevoli?

“Pandev è un silenzioso, uno che sembra destinato a recitare il ruolo di comparsa. Invece dentro il suo carattere timido ci sono unghie che graffiano e anche molo bene. Il Napoli ha il merito di aver rivalutato un giocatore che era arrivato dall’Inter mogio mogio”.

Insigne così piccolo può diventare un grande attaccante?

“Se Insigne, giovane com’è, non si monta la testa, se si allena con l’applicazione dell’ultimo arrivato, può diventare, nel giro di breve tempo, uno dei migliori attaccanti italiani”.

Cosa risponde a chi maligna che Vargas è un oggetto misterioso?

“Vargas, come Insigne, è giovanissimo per cui dobbiamo avere la pazienza di aspettarlo. Anche perchè ci sa fare, eccome se ci sa fare”.

Quanto è lontano questo Napoli da quello mitico di Maradona?

“Fare un raffronto fra squadre di epoche diverse è difficile, alle volte addirittura impossibile. Però questo Napoli qualcosa in comune con quello del grande Diego ce l’ha. Intanto il San Paolo è tornato a riempirsi di gente e di entusiasmo come ai bei tempi andati. Non solo: il Napoli ha ritrovato, a distanza di molti anni, quella vetta della classifica che era diventata una chimera”.

Venendo a Torino mettete in valigia i veleni di quella Supercoppa italiana che vi è rimasta nel gozzo?

“Al posto del veleno mettiamo lo zucchero. E’ vero che i meridionali, napoletani compresi, in genere sono permalosi eppure giuro che noi abbiamo dimenticato tutto”.

Conte in gabbia è un handicap?

“E’ una domanda da rivolgere a lui, credo, però, che uno spirito bollente come Conte si senta prigioniero”.

A proposito: chi è più forte fra lei e Conte?

“Io sono più vecchio e lui più giovane però abbiamo, libro d’oro alla mano, un comune denominatore, siamo dei vincenti”.

Qual è il suo pronostico su Juve-Napoli?

“Loro giocano in casa e sono leggermente favoriti. Però io credo al mio Napoli e allora dico che ci sta tutto, 1- X-2”.

Infine, Juve e Napoli sono le uniche pretendenti allo scudetto oppure in giro c’è qualcos’altro di buono?

“E’ presto per tranciare giudizi, Juve e Napoli forse sono le migliori ma ci sono squadre che seguono a ruota. Occhio alla Roma, per esempio, che abbonda di talenti, occhio all’Inter che era data per morta e invece è viva e vegeta, occhio alla Lazio che ha una brillante squadra e un tecnico serio e capace che ispira fiducia a vista d’occhio. Inoltre il Milan, dall’alto della sua grande tradizione ed esperienza, chissà che non torni in gioco. Dulcis in fundo la Fiorentina: gioca bene e fa risultati, sarà la grande sorpresa del campionato”. Areanapoli

 

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