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Superata la maledizione di San Siro: Inter guarita, Fiorentina ridimensionata

Dopo il Milan, anche l’Inter riesce a superare la maledizione di San Siro, espugnando il proprio stadio dopo un mese e mezzo di tentativi in campionato ed Europa League. Quella di stasera contro la Fiorentina è la prima vittoria interna infatti per l’Inter di Stramaccioni, che aveva fatto molto bene in trasferta senza mai incantare ne trionfare davanti al proprio pubblico. E’ servita una Inter “provinciale”, contro una Fiorentina forse eccessivamente caricata dai complimenti ricevuti per aver fermato la Juventus cinque giorni or sono e che esce parzialmente ridimensionata da questa sconfitta, non tanto per il risultato ma per il modo in cui è arrivata.

Viviano ha dovuto infatti metterci parecchio del suo affinchè il risultato non fosse più rotondo in favore dei padroni di casa, dominatori quasi incontrastati del gioco nel primo tempo e poco infastiditi dalla flebile reazione dei viole nella ripresa. Hanno deluso Jovetic e Borja Valero, con lo spagnolo che ha pagato il duro pressing messo in atto dal centrocampo messo in campo da Stramaccioni ed il montenegrino che soffre la solitudine davanti dove Ljalic è un compagno abile nel fraseggio ma non in grado di dargli una mano contro avversari più esperti ed aitanti come il trio difensivo dell’Inter stasera.

Tra i nerazzurri nota di merito per Juan Jesus, davvero una bella sorpresa in questa Inter rinnovata ma che non su può definite dei giovani, visto che le colonne si chiamano Milito (3° gol stagionale), Cassano (per lui sono quattro in sei presenze), Zanetti (rigore conquistato) e Cambiasso (velo geniale che ha liberato Cassano in occasione del raddoppio nerazzurro). Benissimo anche Coutinho ed il talento di Bari Vecchia, che nel primo tempo hanno fatto a fettine la difesa viola con le proprie capacità tecniche ed i guizzi atletici. Cassano in particolare sembra già essersi presa l’Inter: oltre ai dati numerici riguardo gol e assist, il numero 99 nerazzurro è già diventato il riferimento offensivo per tutte o quasi le azioni della squadra, arringa la folla neanche fosse un senatore ed in generale appare già un capo carismatico del gruppo. Per Stramaccioni però non c’è tempo di sedersi sugli allori, visto che l’Inter è attesa già settimana prossima non da una ma bensì da due prove del nove: la trasferta di Europa League a Baku, per dimenticare il deludente esordio interno, ed il derby contro il Milan della prossima domenica. TMW

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