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Xavier Jacobelli e le due domande del giorno: “Galliani è questo il Milan da scudetto? Stramaccioni hai visto la lezione di umiltà di Cosmi?”

Adesso che il Milan ha confermato Allegri, almeno sino a mercoledì con il Cagliari e l’Inter non è riuscita a vincere nemmeno la quinta partita stagionale interna, fra campionato ed Europa League, prendendo pure 9 gol in 450 minuti, sono due le domande del giorno.

La prima va rivolta a Galliani, lo stesso che dopo avere affannosamente portato a Milanello nelle ultime ore di mercato Pazzini, Bojan e De Jong, sentenziò: “Allegri non ha più alibi, questo MiIan è da scudetto”. E’ questo il Milan da scudetto, Galliani?

La seconda è indirizzata a Stramaccioni, lo stesso che la sera dell’utilitaristica vittoria sul Torino, se la prese inopinatamente con Mondonico e altri. Volevano fargli un complimento affermando che, contro i granata, l’Inter aveva giocato da provinciale. Il successore di Ranieri rispose a brutto muso: “Sciacquatevi la bocca prima di parlare dell’Inter”. Visto il Siena, Stramaccioni, e lasciando stare il collutorio, ha capito che cosa vuol dire essere umili?

Dopo soli quattro turni, l’Inter ha già sei punti in meno rispetto a chi comanda il campionato; il Mian addirittura nove, il che è tutto dire.

Allegri fa quel che può, a Udine la sua squadra ha giocato leggermente meglio rispetto alle pessime prove fornite con l’Atalanta e con l’Anderlecht; El Shaarawy continua a migliorare il proprio rendimento, ma la classifica piange e la colpa più grande è della società che ha sbagliato il mercato. La difesa balla che è un disastro (rivedere il gol di Ranegie, domandarsi dove fossero Mexes e Abbiati), il centrocampo è senza qualità e il demiurgo non può essere certamente Montolivo; la squadra è troppo nervosa, tant’è vero che in Friuli ha chiuso la partita in nove contro undici.

Non sappiamo se quella di Allegri sia un’agonia artatamente prolungata da Via Turati. Se all’origine di questa decisione ci siano i dubbi e le titubanze della società sul possibile successore dellivornese (Tassotti da solo; Tassotti con Inzaghi; sognando sempre Guardiola).

Sappiamo che Allegri non merita di stare sulla graticola. O meglio, se proprio ci deve stare, che ci stia assieme a Galliani e a Berlusconi, il cui silenzio è sempre più assordante.

Parla, invece Stramaccioni e fa bene. Spiega. Articola. Si difende. E pazienza se non si è capito perchè abbia escluso Zanetti per la prima volta dopo quattro anni. Rotazione dei titolari: è questa la spiegazione ufficiale. Eppure, a riposo si lasciano i giocatori stanchi, non i più in forma e il trentanovenne capitano lo è: che cosa c’entra l’età, come assurdamente sostiene Boniek sulla tv di Stato? Va bene che Mourinho è il modello di riferimento di Stramaccioni e va bene che Josè ad un certo punto aveva remore su Zanetti. Poi, però, si è ricreduto eccome.

Il problema che Stramaccioni è chiamato a risolvere subito riguarda la difesa: troppi i gol subiti a San Siro, troppi gli errori commessi, come quello di Jesus sul gol di Vergassola, troppe le ingenuità. Mercoledì l’Inter giocherà a Verona contro il Chievo che conta tre sconfitte consecutive. Stramaccioni non abbia paura di fare il provinciale, quando serve. Chieda lumi a Mourinho e alla sua Grande Inter. E mandi a memoria la lezione di umiltà che gli ha impartito Cosmi. Gli servirà. Xavier Jacobelli. CM.Com

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