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Lavezzi: “Stasera il S. Paolo sarà caldissimo. Sento spesso Cannavaro e De Sanctis. A Mazzarri lo chiamerò dopo la partita perchè…”

Venti minuti in campo, martedì sera, contro la Dinamo Kiev. Il Psg ha vinto 4-1, lui è felice per la sua nuova squadra. Meno per il suo infortunio. «Mi si è riacutizzato il dolore, speriamo bene». Lavezzi, la testa a Parigi ed il cuore a Napoli. Stasera la prima di Europa in League dei suoi ex compagni. «Il San Paolo, mi sembra di vederlo. Sarà caldissimo». Il Pocho non rinnega, certo, la scelta parigina. Chi lo conosce, sa che la coerenza è il suo punto di forza.

«Era finito, un ciclo. Avevo deciso». Ma il ricordo di cinque anni meravigliosi è davvero troppo fresco per relegarlo in un cassetto. L’onestà di ammettere che «non è facile dimenticare», la generosità di manifestare a cuore aperto la leggera nostalgia. Parigi, città meravigliosa. Meno asfissiante di Napoli, ma talvolta al cuore non si comanda e chissà che, come spesso De Laurentiis ha auspicato, un giorno non possa esserci il gradito ritorno.

Mai dire mai, appunto. Per ora il Pocho ha in testa solo l’infortunio da smaltire, vuole tornare a giocare ai suoi livelli. Ricambiare la fiducia di Ancelotti e di Leonardo. Stasera sarà davanti alla tv, troppo forte la tentazione di guardare il suo Napoli, di incitare da lontano i suoi compagni. «Certo che farò il tifo per gli azzurri. Sono una bella squadra e Mazzarri merita certi traguardi. Non è facile dimenticare Napoli, lì mi hanno trattato benissimo».

E allora, forza Napoli. Un sms che ha inviato al capitano Paolo Cannavaro («sento spesso Paolo, come Morgan De Sanctis e gli altri»), le telefonate ai suoi amici partenopei, qualche sfottò allo staff di massaggiatori. Ha sempre un sapore particolare per Ezequiel Lavezzi parlare dei giorni in azzurro, ricordi che non riuscirà mai a scacciare dalla mente. A Sky peraltro aveva rivelato: «Giocare al San Paolo ricorda gli stadi argentini il calore che c’è lì non c’è negli altri campi. Non ho mai giocato in uno stadio caldo come quello del Napoli. Ho preso la decisione di andare via, ho fatto una scelta non so se giusta o no. Lo potrò dire più in là». Mazzarri e De Laurentiis, due personalità forti che lo hanno aiutato a crescere, a formarsi. «Col mister avevo un rapporto speciale, anche il presidente so che parla bene di me. Credo mi voglia bene». E allora, stasera la partita in tv, il tifo per il Napoli e la la profezia «La squadra gioca insieme da tanti anni, gli auguro di far bene e di poter realizzare i sogni dei tifosi. Questo potrebbe essere l’anno buono per vincere un qualcosa che inseguono da anni». Per ora l’sms inviato a Paolo Cannavaro. «Al mister lo chiamerò dopo, lui è scaramantico. Prima della partita mai. Forza Napoli». Corriere del Mezzogiorno

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